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RG Sound Desolver Battery Maintenance System 180 AH

RG Sound
il tuo prezzo: € 46,40

Prezzo riferito a singolo pezzo (IVA inclusa)

Desolfatizzatore per batterie ad acido libero, Gel e AGM. Nuova versione aggiornata 1.1
 

Normalmente l’utilizzo delle batterie al piombo è contraddistinto da una generica mancanza di controllo sulla loro durata di vita, e in alcune applicazioni sono scartate per la loro scarsa vita effettiva.

Finora erano le batterie a controllare l’applicazione e non viceversa; si installava la batteria e in molti casi essa doveva essere sostituita molto prima, di quanto stabilito dalle caratteristiche del costruttore, e non c’era nulla che si poteva fare per ovviare al problema.

Oggi una soluzione c’è!

La tecnologia “DESOLVER Battery Maintenance System”, efficace ed economica, applicata ai vari modelli disponibili (SO, SA, SN), permette di fare un salto di qualità nelle applicazioni dove sono utilizzate batterie al piombo di qualsiasi tecnologia (acido liquido, AGM, GEL, ermetiche) ottenendo un maggiore controllo sulla vita delle batterie e una loro migliore utilizzazione.

Perché le batterie sono sostituite precocemente ?

Le piastre sono il cuore delle batterie. Fondamentalmente, le batterie sono in grado di immagazzinare e fornire energia elettrica tramite l’interazione chimica tra le piastre e l’acido elettrolito.

In teoria, nella costruzione delle batterie c’è abbastanza materiale attivo per mantenerle operative efficacemente da 8 a 15 anni. In pratica, la vita media delle batterie, secondo l’applicazione, varia da 6 a 48 mesi e solo il 30% delle batterie raggiunge i 48 mesi.

Perché?

Perché le batterie al piombo sono soggette ai problemi causati dalla “SOLFATAZIONE” delle piastre!

A mano a mano che la batteria invecchia, o rimane inutilizzata per lunghi periodi, il piombo solfato si accresce sulle piastre fino al punto di creare una barriera isolante al passaggio di corrente. Rapidamente, il deposito di piombo solfato sulle piastre, che appare come strato biancastro (solfato bianco di piombo), diventa così compatto che la batteria non è più in grado di accumulare ed erogare energia.

La solfatazione è la causa della sostituzione prematura del 80% delle batterie al piombo.

Questo succede, particolarmente, per le batterie usate poco frequentemente e per quelle che sono immagazzinate per lunghi periodi; ma è, in ogni modo, uno dei maggiori problemi nelle batterie usate in modo ciclico (cariche e scariche giornaliere).

DE-SOLVER è la soluzione a questo problema!

Alla luce della tecnologia “SOLVER Battery Maintenance System” si può affermare che in molti casi la batteria sostituita è ancora, potenzialmente, in buone condizioni. Il problema è che non si riesce più a raggiungere l’energia accumulata internamente. Questo significa comprare una batteria nuova quando quella che già possedete potrebbe essere ancora utilizzabile.

Le basi scientifiche della tecnologia “SOLVER”.

Ogni elemento conosciuto dall’uomo ha un momento magnetico alla frequenza di risonanza, cioè un punto al quale i legami chimici che tengono unite le molecole per formare un cristallo possono essere rotti. La solfatazione, la causa numero uno delle sostituzioni premature di batterie al piombo, è semplicemente un cristallo di piombo solfato (PbSO4) il quale si è formato sulle piastre delle batterie al piombo. Solo un approccio mirato a distruggere la struttura del cristallo può, senza controindicazioni, rimuovere o prevenirne la formazione. Infatti “SOLVER” agendo direttamente sulla struttura cristallina del piombo solfato la distrugge permettendo alle molecole imprigionate di ritornare il soluzione nell’elettrolito.

La tecnologia “SOLVER” rende le batterie più robuste e durature!

I dispositivi in tecnologia “SOLVER” sono in grado di generare impulsi di corrente unidirezionale (DC) che rimuovono i depositi di solfato dalle piastre e li restituiscono all’acido della batteria come elettrolito attivo. Installato permanentemente il dispositivo genera una forma d’onda che contiene la frequenza di risonanza dei cristalli di piombo solfato (3,26MHz) che accoppiata: con transienti molto rapidi e alte intensità impulsive, permette di avere l’energia per stimolare i depositi di solfato ionizzandoli e dissolvendoli nell’elettrolito come molecole solforiche attive.

Inoltre la tecnologia “SOLVER” aumenta il legame tra il materiale attivo (PbO2) e la griglia delle piastre. Questo rafforzamento del legame previene il distaccamento del materiale attivo dalle piastre e, insieme agli altri benefici, permette di aumentare considerevolmente la vita delle batterie.

In breve, come già anticipato, gli elementi importanti in una batteria sono: le piastre e l’acido solforico. Piastre pulite e elettrolito valido sono le condizioni essenziali per avere buone prestazioni dalle batterie.

I nostri dispositivi “SOLVER” prevengono e distruggono la formazione di depositi di solfato, dissolvendoli nella soluzione elettrolitica. Questo significa che le batterie si ricaricheranno più velocemente e garantiranno le massime prestazioni durante tutta la loro vita.

Ottenere il massimo dalle batterie!

La ricarica tradizionale, anche energica, rimuove solo una parte del solfato presente sulle piastre e, come già detto, dopo un certo numero di cicli di scarica, le piastre della batteria sono ricoperte con abbastanza solfato che è impossibile ottenere una ricarica efficiente (come nel caso delle batterie trazione), o le piastre sono erose, e la batteria è fuori servizio (batterie avviamento).

La tecnologia “SOLVER” lavora con ogni tipo di batteria al piombo (acido liquido, AGM, GEL, ermetiche) e mantiene le piastre pulite e un efficiente elettrolito. In questo modo le batterie si caricano più rapidamente e in modo più profondo, lavorando al massimo dell’efficienza e più a lungo possibile. Le batterie che hanno un maggiore accumulo di carica, possono ricaricarsi efficacemente erogando poi tutta l’energia accumulata. Con una maggiore quantità d’energia disponibile, i tempi d’autonomia si allungano e permettono alle applicazioni di lavorare in modo migliore.

Si ottiene il massimo dalle batterie!

AUTOMOTIVE

Dopo un po’ di tempo di utilizzo le batterie avviamento (AUTOMOTIVE) falliscono il test di carico (avviamento) per colpa della solfatazione delle piastre, la batteria è profondamente erosa, e del materiale delle piastre è caduto sul fondo della batteria. Questo accade perché le piastre, delle batterie avviamento, sono costruite per avere una alta porosità (simile al formaggio svizzero), porosità creata per massimizzare l’area superficiale delle piastre e permettere altissime intensità di corrente di scarica per tempi molto brevi (avviamento dei motori). Questo permette la costruzione di batterie molto compatte con alte capacità di erogazione di corrente per tempi brevi. Il solfato, durante la sua deposizione, entra nei pori delle piastre e si trasforma nel suo stato di cristallo espandendosi di volume. L’aumento di volume dovuto alla costituzione dei cristalli all’interno delle porosità provoca, per espansione, la rottura di pezzi della piastra. Proprio come succede con il ghiaccio nelle rocce. Con la tecnologia “SOLVER”, i depositi presenti nei pori vengono disciolti nell’elettrolito mantenendo piastre pulite e batterie efficienti e di lunga durata.

Un'altra causa di erosione delle piastre delle batterie avviamento, avviene quando le batterie non sono ricaricate a sufficienza (sotto-carica). La teoria sulle batterie indica che la tensione di cella deve raggiungere 2,50 volt per elemento (15 volt per nel caso di una batteria da 12 volt) per permettere alle piastre negative di formarsi. Se questo non accade, la piastra negativa rimane “debole” e soggetta a erosione per vibrazione durante il movimento del veicolo. Sulle autovetture un regolatore di tensione normalmente non eccede i 14,2 volt. Sempre la teoria delle batterie, procedendo, definisce che una batteria da 12 volt deve ricevere un minimo di 14,1 volt per mantenere lo stato di carica.

Da test effettuati è apparso che: la batteria installata su camion indicava che la massima tensione di batteria, con alternatore in funzione, era di 13,9 volt (con nessuna corrente assorbita dagli accessori di bordo), attivando altri carichi in parallelo (luci, radio, accessori vari) la tensione scendeva a 13,7 volt, e con l’ulteriore aggiunta delle luci del rimorchio, la tensione cadeva a 12,3 volt.

La vita media delle batterie nei camion a rimorchio è di un anno. La ragione di questa breve durata di vita è dovuta la fatto che la batteria è mantenuta sempre in uno stato di sotto-carica. Con l’aggiunta della tecnologia “SOLVER”, il sistema durante gli impulsi di energia riesce a superare i 15 volt rimuovendo il solfato, formando la piastra negativa, e permettendo alla batteria di mantenersi in buone condizioni.

MOTIVE

Nel caso di batterie trazione (MOTIVE), la costruzione della piastra piana o tubolare non presenta la porosità delle batterie da avviamento. Queste batterie sono progettate per scaricare grandi quantità di corrente per lunghi periodi di tempo; per cui la dimensione fisica delle piastre è molto grande. Non essendoci porosità, il deposito di solfato si deposita sulla parte esterna delle piastre, non permettendo una efficiente carica. Gli effetti della solfatazione determina una diminuzione delle caratteristiche di erogazione di corrente e di ricarica della batteria e riduce drasticamente il numero di cicli della batteria. Inoltre alte temperature sono state registrate nelle batterie solfatate in quanto l’alta resistenza di conduzione unita a correnti molto elevate provoca grosse perdite di potenza elettrica all’interno della batteria.

Con la tecnologia “SOLVER”, se le batterie trazione non sono profondamente corrose, è comparativamente più facile ringiovanirle e riportarle in uso. Importante è effettuare insieme all’azione del dispositivo “SOLVER” dei cicli di carica/scarica.

Un altro problema delle batterie trazione (MOTIVE) è relativo alle “CELLE MORTE”. Durante cicli di scarica molto profondi, alcune piastre all’interno delle celle possono invertire la loro polarità. Durante la ricarica queste celle devono prima ricevere abbastanza energia per ritornare allo stato “ZERO”, per poi incominciare la ricarica vera e propria quando la polarità corretta è stata raggiunta. Le celle con la polarità invertita, durante la carica, abbassano la tensione di batteria, obbligando il caricatore a fornire un’alta corrente. L’effetto è una abbondante “gassificazione” nelle celle cariche con alta perdita di liquido e riscaldamento e potenzialmente il danneggiamento meccanico della batteria.

I dispositivi “SOLVER” eliminano questo problema durante la ricarica equalizzando le celle.

AUTOSCARICA

Qualsiasi batteria carica non mantiene la sua capacità per tempi indefiniti, ma è soggetta al fenomeno della autoscarica. Durante l’inutilizzo le batterie perdono energia in modo molto lento, ma inesorabile.

Ad esempio, batterie ermetiche PbCa (piombo-calcio) completamente scollegate e con temperatura ambiente di 25°C, si scaricano di circa lo 0,1% / 0,3% al giorno, mentre batterie avviamento tradizionali arrivano a perdere anche l’1% al giorno. Inoltre, l’aumento di temperatura ambiente peggiora l’effetto di scarica: ad esempio, passando da 25°C a 35°C la corrente di auto scarica raddoppia. Questa perdita di energia che può arrivare anche alla scarica completa della batteria in qualche mese, provoca una delle forme più gravi di solfatazione.

Il processo di scarica lenta senza ricariche permette ai depositi di solfato di costituirsi con lentezza, formando degli strati isolanti estremamente spessi e robusti.

Alcuni dei nostri prodotti “SOLVER”, i modelli “SA” alimentati dalla rete elettrica, e i modelli “SN” alimentati da pannello solare fornito con il dispositivo, recuperano la normale perdita di energia della batteria (autoscarica) permettendo di immagazzinare le batterie anche per lunghi periodi senza problemi di solfatazione.

UPS

I gruppi di continuità (UPS) usano batterie al piombo GEL che sono mantenute cariche con tensioni di 2,27Vel (@ 25°C). Questi sistemi però, anche se hanno dei test periodici di scarica, non permettono alla batteria di garantire la sua autonomia nel tempo: in quanto sistemi di alimentazione in continua non riescono a mantenere “formate” le piastre, che una volta cariche non assorbono quasi più corrente tendendo ad “addormentarsi”. La solfatazione è la causa prima di guasto delle batterie per UPS. In questi casi “SOLVER” oltre a prevenire o recuperare le batterie dalla solfatazione permette anche di mantenerle “sveglie” per una eventuale scarica di emergenza con la massima capacità.

Noi raccomandiamo che i prodotti “SOLVER Battery Maintenance System” siano usati, soprattutto, come dispositivi di prevenzione, con batterie danneggiate meccanicamente l’azione del “SOLVER” è inutile.

Le applicazioni

  • Automobili
  • HI-FI CAR
  • Gruppi elettrogeni
  • Giochi a batteria
  • Carrelli elevatori
  • Camion
  • Auto elettriche
  • Golf Carts
  • Luci di emergenza
  • Mezzi Agricoli
  • Mezzi militari
  • Impianti foto-voltaici
  • UPS e inverter
  • Barche
  • Autobus

Migliorare l'ambiente!

“SOLVER” protegge l’ambiente. Batterie che durano più a lungo riducono la contaminazione causata dal piombo e dall’acido solforico.

Il piombo è un elemento di base che non può essere distrutto. Per migliaia d’anni gli uomini lo hanno estratto per diversi usi. Oggi, più della metà del piombo estratto è usato nelle batterie.

Il piombo è altamente tossico. Esso, infatti, blocca l’attività di alcuni enzimi interferendo sui processi biochimici vitali; gli organi particolarmente sensibili risultano il fegato, il sistema nervoso e l’apparato riproduttivo.

L’acido solforico è un composto fortemente corrosivo che danneggia qualsiasi materiale col quale entra in contatto. Esso è in grado di acidificare grandi bacini o fonti idriche sotterranee o superficiali, danneggiando irreparabilmente flora e fauna e nuocendo, altrettanto irreparabilmente, alle risorse di acqua potabile od irrigua, intaccando le loro caratteristiche di neutralità chimica e di purezza biologica.

Stimando che circa 800 milioni di batterie sono demoliti ogni anno nel mondo, è facile concludere che una estensione della vita delle batterie permette di diminuire l’imponente quantità di questo rifiuto estremamente tossico con effetti molto positivi per l’ambiente.

Marcatura CE

I dispositivi “SOLVER” sono in accordo con le normative della marcatura CE.

Su quale principio lavora il SOLVER?

I dispositivi SOLVER lavorano in modo simile agli ultrasuoni che dissolvono i calcoli al fegato e ai reni, eccetto che la tecnologia “SOLVER” è elettrica invece che sonora.

Su quali batterie lavora il SOLVER?

I dispositivi SOLVER si applicano a tutte le batterie al piombo di qualsiasi tecnologia.

Come si può essere sicuri che il SOVER funziona?

Usando semplicemente un pezzo di carta sul quale registriamo, nel caso di batterie ad acido liquido, l’andamento della densità dell’elettrolito con un densimetro affidabile. Questo aumento di densità può avvenire in circa due giorni per batterie leggermente solfatate; ma può avvenire anche in qualche settimana per batterie molto solfatate. L’aumento di prestazione elettriche della batteria e l’aumento di densità sono la prova che il dispositivo sta’ agendo correttamente. SOLVER non agisce su batterie che hanno le piastre in corto circuito o danneggiate meccanicamente (erosione).

Noi raccomandiamo che i prodotti “SOLVER Battery Maintenance System” siano usati, soprattutto, come dispositivi di prevenzione, poiché se la batteria è danneggiata meccanicamente (erosione delle piastre , corto circuito, etc.) sarebbe ormai troppo tardi!

Quanto tempo ci vuole per de-solfatare la mia batteria?

Questo dipende da quanto tempo è incominciata la solfatazione. I cristalli di solfato tendono a cercare il più basso livello di energia (entropia) compattandosi. Cristalli compatti richiedono più tempo di cristalli più cedevoli per dissolversi. In media si può vedere un miglioramento della batteria in quattro giorni; benché possono essere necessarie anche alcune settimane perché SOLVER esaurisca la sua azione.

Dopo l’azione del SOLVER per quanto rimane de-solfatata la mia batteria?

Questo dipende soprattutto dalle condizioni e dall’età della batteria. Ricordiamoci che la solfatazione è una reazione chimica naturale che accade tutto il tempo. Per cui nel momento che il dispositivo viene tolto dalla batteria la solfatazione riprende a costituirsi ancora. E’ pertanto consigliabile non rimuovere più il dispositivo, una volta installato.

Come posso essere sicuro che il dispositivo funziona?

Noi abbiamo brevettato il sistema SOLVER dopo circa due anni di prove sulle batterie e dopo che sono stati consegnati diversi dispositivi per prove sul campo nelle più diverse applicazioni. SOLVER nei casi di batterie solfatate ha dato sempre ottimi risultati permettendoci di metter in gioco la nostra immagine e la fiducia del cliente.

Che tipo di garanzia hanno i dispositivi?

La qualità dei dispositivi SOLVER permette di garantire il prodotto per tre anni da difetti di fabbricazione. La garanzia è franco fabbrica.

Cosa succede se carico le batterie con il SOLVER collegato?

I dispositivi SOLVER sono completamente indipendenti e automatici e non sono influenzati dalla presenza o meno del caricatore.

E’ difficile da installare?

L'installazione è semplicissima, bisogna solo collegare il desolver direttamente ai morsetti poli della batteria